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VISITE GUIDATE PER TUTTI I GUSTI

SIENA

Non perdete l’occasione di visitare Siena e i paesi della provincia pieni di cultura ed opere d’arte; Camilla guida professionale autorizzata da oltre 30 anni potrà soddisfare tutto questo portandovi alla scoperta di luoghi meravigliosi pieni di storia e di capolavori unici, vi farà vedere posti indimenticabili e vi spiegherà avvenimenti, aneddoti, curiosità; avrete a disposizione una tra le migliori guide della provincia di Siena e non solo.

Insieme potrete organizzare tour da effettuarsi nella giornata stessa o visite guidate con degustazioni alle numerosissime cantine disseminate nel nostro territorio del Chianti Senese e Fiorentino. Siamo sicuri che sarà un esperienza unica

IL CHIANTI CLASSICO

 

 Una meraviglia a nord di Siena, nell’area più nobile della produzione del Chianti e della sua degustazione.

Prima tappa, Panzano in Chianti, nella Conca d’Oro di Panzano piccolo paradiso di uve e vendemmie prestigiose. Passaggio a Greve in Chianti, dove ogni sabato si svolge il famoso “Mercatale”, uno dei più antichi mercati d’Italia, risalente al XII secolo.

Di nuovo in macchina e si procede fino a San Casciano di Val di Pesa, dove soggiornò Machiavelli durante l’esilio e qui scrisse “Il Principe”. Oggi questa bella dimora è sede del Consorzio di Tutela del Chianti Classico. Spingendosi ora sulla via del ritorno, sosta a Castellina in Chianti, quindi a Greve in Chianti.

Ultima tappa, Radda in Chianti, storico capoluogo della Lega del Chianti, fondata nel 1384 dalla Repubblica Fiorentina per risolvere i contrasti con Siena. Nel clima di eterno conflitto tra Firenze e Siena, nasce anche la leggenda del galletto nero su fondo oro, simbolo del Chianti. Per scoprirla non c’è che arrivare fin qui.

SAN GIMIGNANO

A50 km dal piaggione di serravalle si alza all’orizzonte come un’apparizione.

E’ San Gimignano, con la sua cinta muraria e le sue incredibili torri, alte fino a 50 metri. Un gioiello di arte, vita e cultura medioevale, dichiarato dall’Unesco patrimonio dell’umanità. La storia San Gimignano risale al III secolo a.C., in epoca etrusca. Nel medioevo il borgo è una delle tappe più importanti sulla via Francigena, percorsa tra il 990 e il 994 anche da Sigerico, arcivescovo di Canterbury, nel suo viaggio di ritorno da Roma all’Inghilterra. Fu lui a nominare la città San Gimignano in onore del Santo Vescovo di Modena che la salvò dalle orde barbariche.

Nel 1199 San Gimignano divenne libero comune, ed è questa l’epoca del suo splendore. Fioriscono i commerci, fiorisce l’arte, si alzano le prime torri. La più antica è quella del Podestà, detta la Rognosa, la più alta è la Torre Grossa, a quota 54 metri. Un editto del 1255 impose questa come la massima altezza, limite infranto dalle famiglie aristocratiche degli Ardinghelli e dei Salvucci. Tutto è rimasto come allora.

PIENZA

 

A 81 km piaggione di serravalle
E’ nata da un sogno di perfezione, Pienza.

Una città rinascimentale voluta da Enea Silvio Piccolomini, salito al soglio pontificio con il nome di Pio II, e progettata da Bernardo Rossellino tra il 1459 e il 1462. Un unicum nella storia dell’arte e dell’architettura italiana. Imperdibile la piazza su cui si affacciano il Palazzo Piccolomini e la Cattedrale.

Pensando a questo meraviglioso edificio, perfetto e immacolato, Pio II aveva scritto: “Nessuno, pena la scomunica, deturpi il candore delle pareti. Nessuno ci appenda altri quadri. Nessuno aggiunga altari o apra nuove cappelle. Nessuno attenti in qualcosa alla bellezza della chiesa, che deve restare com’è”.

MONTERIGGIONI

A 20 km dal piaggione di serravalle
Anche Dante rimase colpito dalla bellezza delle mura di Monteriggioni, costruite nel XIII secolo, e le inserì in alcuni versi dell’Inferno, nel XXXI canto: “Però che, come in su la cerchia tonda Monteriggion di torri si corona, così la proda che ‘l pozzo circonda torregiavan di mezza la persona li orribili giganti, cui minaccia Giove del cielo ancora quando tona”.

Sulla sommità di un colle, questa straordinaria cinta difensiva e le sue torri quadrangolari sono giunte a noi perfettamente intatte.

Un angolo di arte in Toscana, a due passi dal nostro resort, per rivivere il fascino di una terra unica al mondo.

CONSIGLI DI VIAGGIO

Alcuni paesi limitrofi al Piaggione di Serravalle che rappresentano al meglio la bellezza del nostro territorio del Chianti

Il nostro territorio

Il Chianti è stato da sempre una regione a vocazione prevalentemente agricola. Furono probabilmente gli Etruschi che vi introdussero la coltura della vite: la loro indiscussa abilità agricola e la loro saggia concezione della vita gettarono le basi per le future popolazioni della regione. Notizie di ritrovamenti etruschi provengono un po’ da tutta la zona e, d’altronde, la chiara etimologia etrusca di molti toponimi ci attesta come gli Etruschi abbiano a lungo abitato in questa zona e abbiano sfruttato abilmente il suolo, creando stabili insediamenti abitativi.

Radda in Chianti

Alla caduta dell’impero Romano, nel V secolo d.C. nella zona si erano già formati dei piccoli agglomerati di carattere rurale che esistono ancora oggi; questi borghi erano Castelvecchi, Monterinaldi, Volpaia e la stessa Radda.
Tra il IX e X secolo la zona di Radda vide la nascita della società feudale che comportò l’incastellamento dei villaggi. Il primo documento certo in cui si cita Radda è un diploma del 1002 in cui l’imperatore Ottone III confermava la donazione fatta dalla Contessa Willa in favore della Badia Fiorentina. La località Radda appare in molti documenti della Badia Fiorentina fino al XII secolo. In un documento della Badia a Coltibuono del 1041 viene riportato Ramda judicaria fiorentina et fesulana.
In data 25 maggio 1191 l’ imperatore Enrico VI concede il castello di Radda e la sua corte in feudo ai Conti Guidi, lo stesso feudo venne nuovamente confermato dall’imperatore Federico II, anche se già nel XIII secolo il territorio raddese risulta dipendente da Firenze. Il castello venne saccheggiato dai Senesi in una scorreria nel 1230 mentre nel1268 fu occupato, insieme ad altre località chiantigiane dalle truppe francesi guidate da Carlo d’Angiò. Una nuova occupazione e un nuovo pesante saccheggio Radda lo subì durante la seconda invasione aragonese nel 1478.
Amministrativamente Radda era il capoluogo della Lega del Chianti, comprendente i terzieri di Radda, Gaiole eCastellina. Dalla fine del XIII secolo divenne sede di un podestà nominato dai fiorentini e nello statuto comunale del1415 Radda venne confermata quale capoluogo della Lega. Tra i podestà di Radda è da segnalare Francesco Ferrucci.

Nel XVII secolo, terminati ormai i conflitti i castelli si trasformarono in ville signorili nelle quali i proprietari si dedicavano alla produzione di vino. Radda in Chianti venne visitata nel 1773 dal Granduca Pietro Leopoldo che la trovò lontana da tutto. Come conseguenza della visita vennero migliorate le strade ma il territorio di Radda rimase sempre povero e isolato. L’affezione alla dinastia Asborgo-Lorenese rimase comunque forte ancora per molto, se si considera il fatto che al plebiscito del 1860 per l’annessione della Toscana alla Sardegna, Radda votò chiaramente contro (281 si su 581 votanti, su 879 aventi diritto[3]).
Tale situazione toccò il culmine negli anni cinquanta quando lo spopolamento delle campagne, fenomeno comune a molte zone del Chianti, toccò l’apice. Negli anni settanta iniziò la riscoperta di questi luoghi e lentamente tutti i castelli, le ville e i singoli casolari sono stati restaurati e vi sono stati impiantati agriturismi e aziende agricole.

Castellina in Chianti

Il tumulo di Montecalvario, una tomba etrusca posta nei pressi dell’abitato e datata VII-VI secolo a.C. e la Necropoli del Poggino, posta nei pressi di Fonterutoli, attestano la presenza degli etruschi nella zona. Stando alle campagne di scavo effettuate a partire dagli anni ottantanella zona di Castellina era certa la presenza di un centro abitato di notevole dimensione; centro abitato che doveva essere situato il località Salingolpe, a poche centinaia di metri dall’odierna Castellina.
Maggiori sono le testimonianze di epoca medievale. I primi documenti certi risalgono all’XI secolo quando la zona era un feudo dei nobili del Castello del Trebbio, una famiglia imparentata con i conti Guidi. Nel XII secolo Castellina passò sotto l’influenza di Firenze e nel 1193 venne siglato un accordo tra i signori del Trebbio e Firenze nel quel venne concesso ai fiorentini di presidiare militarmente i castelli del Trebbio e di Castiglione (l’attuale Castellina). Dopo il Lodo di Poggibonsi del 1203, atto in cui vengono sanciti i confini chiantigiani tra Firenze e Siena, Castellina si trovò a essere una degli avamposti fiorentini più importanti visto che era posta sulla strada più diretta che metteva in comunicazione le due città rivali.
Nel XIV secolo Castellina diventa uno dei capisaldi della Lega del Chianti, tanto da essere a capo di uno dei terzieri in cui era divisa. IlTerziere di Castellina amministrava la parte del Chianti che digrada verso la Valdelsa. Nel 1397 fu saccheggiata e interamente bruciata dalla truppe del Duca di Milano Gian Galeazzo Visconti comandate da Alberico da Barbiano. Nel 1400 fu deciso di fortificare Castellina, e nell’elenco delle riformagioni conservato presso l’Archivio di Stato di Firenze si trova scritto
« in loco qui dicitur la Castellina fiat fortilitia »
I lavori però dovettero procedere a rilento tanto che nel 1430 gli operai dell’Opera del Duomo furono incaricati di fortificare Castellina insieme aStaggia Senese e Rencine; a stabilire il tipo di interventi necessari e a fare una stima dei costi fu inviato Filippo Brunelleschi. Nel 1452 le mura di Castellina subirono l’assalto delle truppe aragonesi ma resistettero. Molto diversamente le cose andarono nel 1478 durante laseconda invasione aragonese del Chianti quando Castellina venne conquistata dalla truppe senesi e napoletane. In quell’occasione la difesa di Castellina venne diretta personalmente da Giuliano da Sangallo mentre a comandare gli assedianti c’era Francesco di Giorgio Martini. L’occupazione senese durò fino al 1483 quando venne ripresa dai fiorentini.
Nel 1774 con la riforma amministrativa del Granduca Pietro Leopoldo, Castellina diviene sede di Comunità dal quale deriverà l’attuale comune.

Gaiole in chianti

La storia di Gaiole in Chianti è strettamente legata alla sua posizione di nodo viario nelle comunicazioni tra il Chianti e ilValdarno superiore. Grazie a ciò divenne la sede del mercato dei vicini castelli.
Il suo primo ricordo si trova in una carta della Badia a Coltibuonorisalente al 1086 ed a quell’epoca gli abitanti dei vicini castelli diVertine, Montegrossi e San Donato in Perano iniziarono ad incontrarsi sul fondovalle, lungo il torrente Massellone per scambiarsi le merci; inizialmente il mercato era situato ai piedi del castello di Barbischio. Il mercato di Gaiole è citato in atti notarili fin dal 1215.
Nel XIV secolo Gaiole e la sua comunità entrarono a far parte della Lega del Chianti. Ancora nel XVIII secolo il mercato di Gaiole era un importante avvenimento per la zona come testimoniò nelle sue relazioni il granduca Pietro Leopoldo a seguito della visita fatta nel luglio 1773. Fino all’inizio del XIX secolo amministrativamente faceva parte della provincia di Firenze ma in epoca napoleonica, durante il Regno d’Etruria, venne inserito nel Dipartimento Senese e in provincia di Siena rimane tutt’ora. Per molti anni fu sindaco Bettino Ricasoli.
Nonostante tutto, al plebiscito del 1860 per l’annessone della Toscana alla Sardegna i “si” non ottennero la maggioranza degli aventi diritto, con un astensionismo da record, sintomo dell’opposizione all’annessione.
Dopo la seconda guerra mondiale il territorio comunale fu investito dal fenomeno dello spopolamento delle campagne ma a partire dalla fine degli anni settanta le ex-case coloniche sono stare progressivamente restaurate e oggi sono sede di agriturismi, e il turismo enogastronomico è la principale fonte di ricchezza per il territorio